Menù di San Martino

San Martino

Martino di Tours, è stato uno dei primi santi non martiri e… ci fermiamo subito con le informazioni dell’almanacco di Barbanera.

San Martino è soprattutto una festa che l’11 novembre coinvolge l’Italia con tradizioni tipiche e, nel nostro caso, partirà dal Salento per toccare l’Emilia e Venezia… con una piccola visita in Toscana.

Ogni piatto ha una storia lontana e la descriveremo per farvela assaporare al meglio.

MENU’ DI SAN MARTINO per 2 persone

Pittule con il mosto cotto

Gulyas ungherese

Dolce di San Martino

Colonna sonora: Walk in the Clouds – Maurice Jarre

Antipasto: Pittule con il mosto cotto

Perché: nel Salento la prima frittura delle pittule (Polpette fritte di pasta lievitata) avviene la sera dell’11 novembre per condividerle insieme agli amici assaggiando il vino novello in osservanza del detto a San Martino ogni mosto diventa vino. E’ usanza assaporare le frittelle intingendole nel mosto d’uva cotto.

Ingredienti

Per le pittule:
Un kg di farina di grano duro
25 gr di lievito di birra
Sale
Olio evo

Per il mosto cotto:
2,5 kg di uva negroamaro
Un cucchiaio di zucchero

Preparazione

Impastare la farina con una tazza di acqua tiepida leggermente salata in cui è stato precedentemente sciolto il lievito. Il risultato dovrà essere un impasto molto morbido, quasi cremoso. Coprire con un canovaccio e lasciar lievitare almeno 2 ore.

Successivamente, riscaldare abbondante olio, ungere la mano sinistra, prendere un po’ di impasto e stringerlo nel pugno. Tra il pollice e l’indice emergerà una palline di impasto che dovrà tuffarsi nell’olio.

A doratura ultimata, estrarre le pittule dall’olio e porre su carta assorbente.

Per il mosto cotto:
Spremere l’uva utilizzando uno schiacciapatate al fine di ottenere il mosto fresco.
Versare quest’ultimo in una grossa pentola e far bollire molto lentamente. Dopo circa 2 ore il mosto diventerà uno sciroppo e si sarà ridotto di 3/4. Aggiungere un cucchiaio di zucchero, mescolare e lasciare raffreddare. Versare in un barattolo sterilizzato e a chiusura ermetica. Il mosto potrà essere conservato fino ad un anno se al riparo dalla luce.
 
Secondo: Gulyas ungherese

Perché: un piatto straniero per San Martino? Certo, a Casalecchio di Reno (BO), che vide la nascita di una comunità martiniana attorno al VI-VII, è tradizione celebrare l’11 novembre cucinando il tipico piatto ungherese. Questo rito inusuale deriva dalla terra natia di Martino di Tours, Sabaria in Ungheria, nella quale il Santo ebbe origine nella prima metà del 300.

Ingredienti
250 gr di carne di manzo per spezzatino
200 gr di patate
100 gr di cipolla
2 cucchiai di olio di semi
3 gr di paprika ungherese
Un cucchiaino di aceto di vino bianco
Un cucchiaio di farina 00
Sale
Maggiorana

Gulyas o Goulash

Preparazione

In una pentola alta, soffriggere la cipolla affettata nell’olio di semi fino a doratura. Aggiungere la paprika e sfumare con l’aceto. Inserire la carne, un pizzico di sale e di maggiorana e, infine, mezzo bicchiere d’acqua.

Non appena il liquido sarà evaporato, spolverare con un cucchiaio di farina e lasciare assorbire. Versare un litro d’acqua e, infine, le patate tagliate a cubetti.

Far sobbollire fino a completa cottura delle patate.

Dolce: Dolce di San Martino

Perché: San Martino prima di tutto è stato un soldato. E’ così che lo raffigura Venezia in questo dolce di pasta frolla decorato. Un dolce San Martino, ricordato soprattutto per l’episodio in cui donò parte del suo mantello a un viandante assalito da tremori di freddo

Ingredienti

Per la pasta frolla:
250 gr. di farina
150 gr. di burro
100 gr. di zucchero
1 tuorlo

Per la copertura:
80 gr di cioccolato fondente al 70%
Sfere argentate in zucchero

Dolce di San Martino

 

Preparazione

In una ciotola, impastare farina, zucchero, burro ammorbidito. Incorporare molto velocemente, formare una palla e lasciare riposare in frigo per 30 minuti dopo averla avvolta nella pellicola.

Preriscaldare il forno a 180°, togliere l’impasto dal frigo, stendere con il mattarello e ritagliare la sfoglia con il tipico disegno di San Martino a cavallo.

Dorare in forno per 15 minuti. Una volta tolto il biscotto dal forno, lasciare raffreddare e nel frattempo sciogliere il cioccolate a bagnomaria.

Decorare la superficie del dolce con il cioccolato e le sfere argentate.

 

Piatto “fuori menù”: Testina di cinghiale

Perché: a Castagneto Carducci, nella maremma livornese, il piatto tradizionale è la testina di cinghiale. La preparazione sarebbe infinita e poco praticabile all’interno delle mura domestiche. Tuttavia, vi invitiamo a dare un’occhiata a questa antica ricetta tratta dal libro “La cucina maremmana” di Aldo Santini e soprattutto a fare una visita nella terra in cui la nebbia a gl’irti colli piovigginando sale…

Musica: A Walk in the Clouds

Il profumo del mosto selvatico

La colonna sonora del film Il profumo del mosto selvatico  del compositore francese Maurice Jarre per la quale ha ottenuto un Golden Globe nel 1996.

Sonorità dolci e popolari poste con l’intento di unire i diversi mondi dei protagonisti così come la festa di San Martino riesce a connettere paesi e usanze lontani tra loro sotto un’unica tradizione.

 

 

Guarda! C'è dell'altro:

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Un commento a “Menù di San Martino”

  1. ida abe! scrive:

    Ciao ragazzi inutile dirvi che siete straordinari in tutte le vs scelte dei piatti,grz x aver pensato a noi inguaribili rinunciatari del la buona tavola,ma Ssopratutto della musica…e mille ggrazie per averlo dedicato a me…continuate così…i vostri fans…

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