Menù dei silenzi per cena

Il menù dei silenzi per cena è ispirato dall’ormai famosa canzone di Malika Ayane “Adesso e qui (nostalgico presente)” che tutti abbiamo ribattezzato, per l’appunto… Silenzi per cena. Il testo, molto particolare a nostro giudizio, invita a godersi il momento senza timore del futuro. E se il futuro ci riservasse una vita fatte di cene mute? Prima di tutto ricordate che anche una pellicola muta può trasmettere emozioni e, secondo, che voi siete i protagonisti del vostro film. Per cui, eccovi delle ricette per una cena che non ha bisogno di essere sottolineata da parole, con una colonna sonora tutta [...]

Menù speziato

Le spezie sono quegli aromi che in un istante vi regalano un biglietto di sola andata per l’oriente riuscendo allo stesso tempo a farvi varcare i confini del tempo e a spedirvi nel passato. Esse erano utilizzate già dagli antichi Egizi quasi 5000 anni fa e sono sicuramente la caratteristica principale che contraddistingue il territorio indiano. Ecco menù speziato che vi conquisterà con i suoi aromi caldi ed equilibratamente pungenti facendovi scoprire particolari miscele come il Garam- Masala indo-pakistano, un insieme di spezie tostate molto gustoso.

Menù del caldo freddo

Ma che freddo fa? La neve, il vento, la pioggia e tutti a casa con i termosifoni che tentano di riprodurre il clima caraibico. Ma che caldo fa? Forse converrebbe abbassare la temperatura, rimboccarsi le maniche e cucinare. Siamo sicuri che riuscirete a trovare la temperatura perfetta con il nostro menù del caldo freddo

 

Cibo: 6 mete europee da non perdere

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Il 1 gennaio 2017 segna il quindicesimo anniversario dell’introduzione della moneta unica europea. Per segnare questo evento e celebrare la diversità del continente europeo, Booking.com rivela alcune delle migliori destinazioni cibo in Europa, scelte tra i più recenti Paesi aderenti all’Unione. In un continente dalla geografia bellissima, con una storia millenaria e un mix unico di culture, sono numerose le città conosciute e ammirate in tutto il mondo, come Parigi, Roma e Londra. I dati evidenziano invece le destinazioni top per cibo nei paesi che hanno aderito all’Unione Europea più di recente, e che offrono gemme nascoste in attesa di essere scoperte.

  1. Situata nella Polonia occidentale, Słubice si trova al confine con la Germania ed è stata consigliata dai visitatori diBooking.com per i mercati, il cibo e i ristoranti.
  2. Sofia: la capitale bulgara è una città rilassata ed eclettica, circondata da ampi parchi. I viaggiatori di Booking.com l’hanno raccomandata per il cibo, le passeggiate in città e la gente simpatica.
  3. Villány è una città ungherese nella Provincia di Baranya, famosa per il vino. È stata consigliata dai visitatori di Booking.com per il cibo, lo shopping, le enoteche e la natura.
  4. La seconda città cipriota per dimensioni, Nicosia mescola insieme passato e presente in un affascinante mix di storia, ristoranti tradizionali e una moderna cultura del caffè. I viaggiatori di Booking.com l’hanno raccomandata per il centro storico, il cibo tradizionale e la gente simpatica.
  5. Motovun (o Montona, in italiano) è un’antica città murata croata, che i viaggiatori di Booking.com hanno consigliato per il centro storico, gli ottimi vini e il cibo.
  6. La bellissima città di Satu Mare in Romania è rinomata per la gente simpatica, il cibo e le passeggiate in città, e include attrazioni come il Castello Karolyi, la Torre dei Pescatori e la Torre dei Pompieri.

Fonte ANSA

Babbo Natale esiste e non lo ha inventato la Coca Cola

Babbo Natale Coca Cola

Partiamo dalla classica storia che si sente durante la cena della vigilia: “Babbo Natale è vestito di bianco e rosso perché lo ha disegnato la Coca Cola”. Adesso potremmo placare gli aspri commenti nei confronti delle multinazionali e sulla perdita del vero spirito natalizio.

Ecco la verità: Babbo Natale indossava gli abiti che tutti conosciamo ben prima del 1931, anno in cui l’illustratore statunitense  Haddon “Sunny” Sundblom lo raffigurò  nelle pubblicità della celebre bevanda. Infatti, il Babbo più buono del mondo venne raffigurato già nel 1906 ed ecco l’immagine con buona pace (ed è il momento giusto per questa parola) della grande azienda di Atlanta:

 

Ma non denigriamo tutto il lavoro fatto da Coca Cola sul Natale perché siamo sicuri che tutti vorrebbero unirsi al coro di “Vorrei cantare…”

Il Crepuscolo degli chef

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È uscito in libreria il nuovo libro di Davide Paolini “Il Crepuscolo degli chef”, edito da Longanesi. Attraverso una lucida e approfondita analisi l’autore mette in evidenza la macroscopica schizofrenia tra realtà fattuale (calo dei consumi alimentari, chiusura di negozi, drastica riduzione dei locali) e realtà virtuale (sovraesposizione mediatica del cibo: web, tv, libri, magazine, blog), da cui emerge un nuovo rapporto, mai riscontrato nel passato, tra gli italiani e la cucina.

Dalla spettacolarizzazione televisiva del cibo al food fashion, dallo chef star system al mito del chilometro zero, fino all’eterna lotta tra carnivori e vegani. E poi: 13 milioni di foto su Instagram, 25.000 blog, 1.000 siti internet che raggiungono ogni mese oltre 35 milioni di persone. La cucina è oggi un tema sempre più al centro dell’attenzione mediatica.
Secondo Davide Paolini le trasmissioni televisive hanno moltiplicato a dismisura un vero e proprio fenomeno di voyeurismo gastronomico, ma a un tale clamore mediatico non corrisponde un innalzamento dei consumi, basti pensare che nell’ultimo anno in Italia hanno chiuso i battenti 10.000 ristoranti. Né corrisponde, per gran parte degli italiani, un reale approfondimento della cultura gastronomica.
Il cibo è diventato altro da ciò che era e rappresentava sino a ieri: ammicca dalle vetrine di negozi e librerie, appare a tutte le ore sugli schermi televisivi, pende dai cartelloni pubblicitari, naviga in rete. Il cibo sta diventando un’ossessione, ma, come ci racconta l’autore in questo libro impietoso e divertente, la realtà appare molto diversa. Non è vero che mangiamo di più e meglio, e quella che quotidianamente in tv viene spacciata come cultura del cibo spesso è solo uno spettacolo privo di qualità.

 

Il migliore locale vegan d’Italia

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L’Italia è sul podio dei paesi con più vegetariani dopo Germania e  Inghilterra e l’interesse è in continua ascesa. È da poco uscita la nuova guida ai ristoranti, Il Mangiavegano (Newton Compton) di Martina Donati con più di 400 indirizzi divisi per regione tra ristoranti, pizzerie, bistrot e tutti i locali della ristorazione vegana mentre la rivista Vegan Italy pubblicata da Edizioni Sonda, ha stilato la classifica dei migliori locali del 2016: una votazione popolare – composta da tremila lettori – in cui sono stati scelti i ristoranti veg da provare assolutamente.

Al primo posto si è classificato CamBio Logico, di Forlì. Le chef Licia Calia e Natascia Bianchi, con uno staff giovane e dinamico, creano piatti sperimentali e innovativi, sempre alla ricerca di nuovi sapori, con frutta e verdura di stagione biologica e a km 0. Inoltre, nel locale si può ascoltare musica dal vivo oltre a partecipare a conferenze, inaugurazioni di mostre d’arte, presentazioni di libri, letture di poesie, e frequentare corsi di cucina vegan e raw. Si fa anche raccolta fondi per le organizzazioni non profit.

È sempre il tempo delle mele

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Era appena tredicenne quando debuttò come protagonista nell’indimenticabile e glorioso film “Il tempo delle mele”. Ora Sophie Marceau è una fresca cinquantenne (li ha compiuti il 17 novembre scorso) ed ha un’invidiabile carriera cinematografica alle spalle.

Noi però continuiamo a ricordarla nei panni di Vic, la studentessa che conosce il suo primo grande amore e vogliamo celebrarla a modo nostro, con un dessert a base… di mele.
La ricetta è quella del
quella del crumble di mele della Galbani e, in un certo senso c’è stata consigliata proprio da Sophie Marceau. L’attrice francese infatti nel 2001 è stata la testimonial della Certosa, l’ingrediente distintivo del dolce che vi proponiamo.

Ecco a voi la ricetta e bon appétit

Bicchierini con Crumble di mele

Ingredienti:

100 g di biscotti secchi
50 g di Burro Santa Lucia Galbani
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 mela Golden
1 confezione di Certosa Light Santa Lucia Galbani
50 g di zucchero a velo
2 cucchiaini di cannella in polvere

 

Preparazione

Sbriciolare i biscotti con le mani e mettere da parte.
Sbucciare la mela e tagliarla a dadini. Fare sciogliere il Burro Santa Lucia in un padellino antiaderente a fuoco lentissimo. Quando il burro sarà caldo, aggiungere i biscotti, la mela, lo zucchero e la cannella in polvere. Quindi fare cuocere il tutto.
In una ciotola lavorare la certosa, unire lo zucchero a velo e lavorare il tutto con le fruste elettriche.
Preparare i bicchierini in questo modo: adagiare sul fondo due cucchiaini di crumble, la crema di Certosa e infine spolverizzare con la cannella.
Lasciare riposare il crumble di mele in frigorifero per almeno mezz’ora prima di servire.

Consiglio: se volete una crema più liquida, potete aggiungere delle panna alla Crescenza.

Per finire ancora più in dolcezza, vi lasciamo sulle note della sentimentale Reality, la colonna sonora de Il tempo delle mele

I piatti che non dovresti mai ordinare al ristorante

ordinazione

Lo chef Anthony Bourdain, giudice di Top Chef USA, ha rivelato al Daily Mail i piatti che si dovrebbero evitare di ordinare al ristorante, anche nel migliore.

Ecco il “menù”:

  • Pesce il lunedì: la maggior parte dei ristoranti si rifornisce di pesce  i giovedì, che significa quattro o cinque giorni prima della vostra ordinazione
  • Frutti di mare: a meno che non siate in un ristorante specializzato in pesce o in riva al mare
  • Salsa olandese: un covo di batteri se non tenuta alla giusta temperatura
  • Qualsiasi piatto di pollo: tutti i cuochi sanno che è molto difficile rendere questa carne saporita senza intaccarne l’umidità
  • Carne ben cotta: gli chef vi rifileranno dei tagli, o meglio degli scarti, duri tenuti da parte solo per voi
  • Fuori menù: è un modo per far innervosire lo chef insieme alle sostituzioni. Il risultato sarà un piatto carico d’odio

Giocchino Rossini, il gastronomo del pentagramma

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Il compositore ottocentesco pesarese rappresenta il perfetto connubio tra musica e cibo.
Celebri sono i suoi maccheroni, rigorosamente napoletani, ripieni di purèe di tartufi e cotti al forno; Rossini era sempre attento alle materie prime: nella sua cucina si utilizzava solo il prosciutto di Siviglia, il tartufo marchigiano o il formaggio di Gorgonzola.
Il Guglielmo Tell, siamo nel 1829, segna il suo silenzio da compositore e l’infuocarsi della sua passione per la gastronomia.
Che fosse un cuoco e buongustaio è dimostrato infatti dai menù scritti di suo pugno e composti di arrosto, salume di magro, caviale, zampone, rifreddo, filetti di pollo e panierini al parmigiano.
I documenti (contenuti nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze,) sono disponibili nel volume “Menù per orchestra” pubblicato da Armando Dadò e distribuito in Italia da Hoepli (Anna Ciocca-Rossi, Marta Lenzi Repetto, Giacomo Newlin) che abbiamo avuto l’onore di recensire lo scorso anno.
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