L’evoluzione dei blocchi di cottura

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I blocchi cottura rappresentano un insieme di attrezzature modulari incassate in un’unica struttura, a seconda delle proprie esigenze e gusti.

Possono essere di due tipi:
- Blocchi cottura tradizionali: comprendono tutte le attrezzature assemblate a moduli e munite di forno statico. Molto spesso sono a fronte unico ma, se installate su delle isole, possono essere a doppio fronte per un utilizzo su entrambi i lati.
- Blocchi cottura su zoccolo: strutture uniche fatte su misura e appoggiate su zoccoli in muratura piastrellati. Estremamente eleganti e raffinati, non sono però componibili e modulari: una volta montati non possono essere modificati.

Ogni singolo modulo dei blocchi di cottura ha una specifica funzione.

- Tuttapiastra: raramente prevista, è formata da una superficie di ghisa e da un bruciatore a gas. Svantaggi: riscalda molto l’ambiente e deve essere accesa per tempo.
- Fornelli a gas: i più utilizzati sono formati da bruciatori (solitamente in ghisa) di varie dimensioni e potenze.
- Fornelli o piastre elettriche: piani di cottura ad alimentazione elettrica con comandi dotati di commutatori per la regolazione della temperatura. Possono avere piani di cottura in vetroceramica a infrarossi (o a irraggiamento), che consentono cotture più rapide e facilitano la pulizia.
- Piani di cottura a induzione: piani in vetroceramica contenenti un induttore che crea un campo magnetico quando vi si posa una pentola in materiale ad alto residuo ferroso. A differenza dei piani di cottura tradizionali (conduzione e irraggiamento), la conversione energetica in calore avviene direttamente nel recipiente di cottura. Questa tecnologia sta scalzando tutte le altre per i vantaggi che offre: facile pulizia, risparmio energetico, minor dispersione di calore, più sicurezza e facilità d’uso.
- Elementi neutri: piani d’appoggio tra un’attrezzatura riscaldante e un’altra.

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Il compositore veneziano, già sacerdote "sopra le righe", passò gran parte della sua vita come direttore d'orchestra al conservatorio della Pietà di Venezia. Il creatore delle "Quattro stagioni" era abbastanza schivo e le notizie sulla sua vita privata sono poche ma sappiamo che era un appassionato di piatti a base di riso.

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