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Hamburger o insalata? Lo decide la musica

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Hamburger e patatine o insalata? Il volume della musica d’ambiente può influire sulla scelta. Se il sottofondo musicale è ‘soft’ ha un effetto calmante, rendendoci più consapevoli di ciò che ordiniamo e questo in genere comporta scelte più salutari, come ad esempio proprio un’insalata. Se è più forte, invece, aumenta la stimolazione e lo stress e ci porta a desiderare di più pietanze meno sane.

Lo rileva uno studio della University of South Florida, pubblicato sulla rivista Journal of the Academy of Marketing Science. “I ristoranti e i supermercati possono utilizzare la musica ambient in modo strategico per influenzare il comportamento di acquisto dei consumatori”, evidenzia Dipayan Biswas, del Muma College of Business della University of South Florida. Biswas ha condotto lo studio in un bar di Stoccolma, in Svezia, dove sono stati suonati diversi generi musicali in un loop separatamente a 55 decibel e 70 decibel.

Le varie voci del menu sono state codificate come sane, non salutari e neutre (categoria utilizzata ad esempio per bevande come caffè o tè). Durante l’esperimento condotto per diverse ore in più giorni, i ricercatori hanno scoperto che il 20% in più di clienti del ristorante aveva ordinato qualcosa di poco sano quando esposto a musica ambientale più forte rispetto a coloro che avevano cenato in un contesto più tranquillo.

(Fonte ANSA)

Musica e cibo con Fico

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Al via sabato la collaborazione tra Fonoprint, storico studio di registrazione bolognese, e Fico Eataly World, la Fabbrica italiana contadina: nell’Arena centrale il giovedì e sabato sera si esibiranno giovani musicisti, band emergenti ma anche artisti già consolidati come Giovanni Caccamo, Germano Bonaveri, Roberto Drovandi (Stadio), Antonio ‘Rigo’ Righetti, Valerio Scanu, Ifl Project e Angela Finotello.

Il pubblico che interverrà a questi appuntamenti, oltre a vedere dal vivo alcuni dei protagonisti più interessanti del panorama musicale italiano, potrà gustare le prelibatezze del cibo made in Italy, grazie ad una formula ‘Cena & concerto’.

(Fonte ANSA)

Tipicità 2018 nel segno di Rossini

Tipicità 2018

Anche Tipicità 2018 parteciperà alle celebrazioni per il 150/o anniversario della morte di Gioachino Rossini, con attività sviluppate in sinergia con il Comune di Pesaro. La kermesse è stata lanciata pochi giorni fa, all’insegna del connubio musica e cibo, un omaggio rossinino eseguito dalla fisarmonica di Castelfidardo e le delizie dell’Accademia di Tipicità, presso la sede dell’Anci a Milano. La 26/a edizione di Tipicità si terrà al 3 al 5 marzo, al Fermo Forum. “Oltre 100 gli eventi in programma e 300 realtà partecipanti, per un Festival – ha ricordato il direttore Angelo Serri – che negli anni è diventato un punto di riferimento nazionale, con tante ‘contaminazioni’ internazionali e personaggi noti al grande pubblico”. Tra primi ospiti annunciati la conduttrice del TG1, Emma d’Acquino ed il tristellato chef Enrico Cerea. Secondo gli organizzatori,non sarà una fiera, ma tanti contenitori tematici per immergersi nei ‘cluster del buon vivere’ con il cibo al centro: Bollicine di Marche (vini frizzanti), Birra di Marca (birre artigianali ed agricole), Orizzonte Bio, il Salone delle qualità enogastronomiche ed il Mercatino delle specialità. Tra le altre sezioni Ai confini del gusto è il contenitore di confronto e incontro tra realtà estere e italiane: quest’anno isola d’Elba, Cina, Russia, Emirati Arabi, Usa, Kazakistan, Moldova. In Accademia, performance-spettacolo di grandi chef esaltano il connubio prodotti-territorio. Nel Teatro dei Sapori sono invece le realtà locali e quelle ospiti a proporre “viaggi del gusto” con presentazioni e degustazioni guidate. A Marche Book Style si esplora il territorio attraverso la narrazione ed il racconto. E poi ci sono Tipicità Experience, Art&Genius (expo-laboratorio di manualità, creatività ed innovazione) e Tipicità in the city, nelle strade del centro storico di Fermo.

(Fonte Ansa)

Nella capitale il brunch dedicato all’opera

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Roma. Due patrimoni della tradizione italiana, l’opera lirica e il cibo, in armonia nel brunch domenicale. A sposare due qualità nazionali – che peraltro motivano il viaggio nel Belpaese per sempre più numerosi turisti – uno dei nomi della ristorazione di via Veneto, nel cuore della Capitale. Si tratta del Doney, la storica vetrina del Westin Excelsior Roma sulla strada-cult della Dolce Vita, che lancia un nuovo modo di concepire il brunch domenicale.

Alcuni dei più talentuosi maestri, annunciano i promotori in una nota, si lanceranno in questa inedita esperienza, provenienti dalle scuole e teatri più importanti di Roma quali Accademia di Santa Cecilia e Teatro dell’Opera. Durante il pasto del dì di festa, si assisterà quindi a pillole di performance che porteranno in scena le arie più famose della lirica italiana: da Puccini, a Verdi a Rossini. Barbara Grossi, Sabrina Testa, Marco Bianchi, Carlo Polizzi, sono solo alcuni dei tenori e soprani che si alterneranno in scena ogni domenica rendendo il Doney Opera Brunch un appuntamento fisso e irrinunciabile per i melomani. Il buffet sarà curato dall’executive chef James Foglieni e oltre a piatti caldi e freddi e pasta espressa, dedicherà un angolo agli estratti e succhi freschi, con ricette pensate espressamente per i bambini.

(Fonte ANSA)

Vino è Musica…. ma non solo. Torna la kermesse tra le vie di Grottaglie

Grottaglie

La magia di Vino è Musica torna. Lo fa con quattro giorni che si preannunciano di grande lustro per il vino made in Puglia e non solo. Ospiti della rassegna di quest’anno infatti saranno anche alcuni vitigni prodotti da aziende della Basilicata nel segno di un evento che cresce di anno in anno diventando punto di riferimento e vetrina per le cantine del Sud Italia.

L’appuntamento è il 26 e 27 luglio nell’aia, tra le mura della torre ottocentesca a ridosso dell’area archeologica dell’antica Masseria Palombara a Oria per le degustazioni alla cieca delle etichette che partecipano al Premio Enologico e per il gran galà dedicato ai produttori, e il 28 e 29 luglio per la grande parata di vini, musica e street food che si svolgerà tra le vie, gli slarghi, le terrazze panoramiche dell’antico quartiere delle ceramiche di Grottaglie. Un rapporto che all’ottava edizione si consolida grazie al rapporto che negli anni l’Associazione Intersezioni curatrice e organizzatrice dell’evento è riuscita ad instaurare con le cantine e i produttori. Un rapporto di amore e impegno comune nei confronti della Puglia vitivinicola e ora anche della Basilicata che comincia a guardare alla manifestazione con sempre maggiore interesse.

D’altronde le 300 etichette che quest’anno si potranno degustare a Vino è Musica sono la prova di un amore ricambiato e corrisposto, così come lo sono le 143 varietà di vino da vitigni autoctoni (pugliesi e lucani) che i palati delle due giurie (tecnica e popolare) passeranno al vaglio nell’ambito dei blind tasting di Masseria Palombara. L’iniziativa si svolge sotto l’egida dell’Assessorato per le risorse agricole e alimentari della Regione Puglia, del Comune di Grottaglie, con il sostegno di Eurovita Assicurazioni e la preziosa collaborazione dei relatori AIS, ONAV e Slowine.

Il comparto vitivinicolo pugliese e lucano crescono e si strutturano sempre di più e di contro gli investimenti delle cantine vanno sempre più accompagnati da interventi di promozione puntando proprio sul connubio che ha già dato dimostrazione di ampia resa per la Puglia, ovvero turismo e eno-gastronomia in contesti unici come il patrimonio ambientale, naturalistico, storico o artigianale dei singoli territori di provenienza. La Puglia e la Basilicata vitivinicola vincono e trascinano sul podio dell’economia indigena anche l’incoming turistico realizzando performance a cinque stelle.

Vino è Musica fa ogni anno il tutto esaurito, tra le strade, nei laboratori curati dai relatori AIS, ONAV e Slow Wine, o sulle terrazze panoramiche del quartiere proprio per questo confermando il grande potenziale di un patrimonio che ha ancora grandi margini di crescita.

Il vino dunque grande protagonista per quattro giorni in cui i produttori racconteranno genesi e miti dietro ad ogni singola etichetta. Tutor della rassegna saranno Enzo Scivetti e Valentina De Palma: il primo tra i più grandi assaggiatori di vini della nostra regione e la seconda chef sempre più quotata con la passione per le contaminazioni. Direttori artistici che coordineranno i lavori per il comparto wine e per quello food che quest’anno potrà contare su ben 6 proposte culinarie.
Tutto in un clima di festa che è la cifra dell’accoglienza “made in Puglia” e con ben 16 proposte musicali rintracciate come ogni anno dagli organizzatori tra le promesse della musica italiana.

Tutti i dettagli dell’evento a: vinoemusica.it

Cibo, musica e paesaggistica: Gualtiero Marchesi, chef multitasking

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Lo chef Gualtiero Marchesi lo ripete spesso: per esaltare il gusto, occorre semplicità. Buone idee, materie prime e una certa sapienza fanno il piatto più ricco. Ma aggiungere ingredienti su ingredienti, magari cercando l’ultima novità del momento, o ancora degli accostamenti originali ma inconcludenti, può essere un problema per il palato. È una metafora che potrebbe calzare a pennello per le ultime novità circa una sua iniziativa molto importante a Varese, l’Accademia del Gusto, una sorta di scuola di formazione per grandi chef, che nel corso degli anni ha cambiato obiettivi e ora rischia di divenire un guazzabuglio o una maionese impazzita, per restare in campo culinario.

I fatti sono questi. Alcuni anni fa una famiglia di industriali donò una villa al Comune. Lo chef Marchesi tramite la sua Fondazione fece una proposta: realizzare una scuola di cucina di livello nazionale. Il Comune e la Regione trovarono i soldi e il posto. La convenzione è stata firmata nel 2016 dalla giunta di centrodestra del sindaco Attilio Fontana. L’accordo assegna la villa per diversi anni alla Fondazione Marchesi, che in cambio dovrà ristrutturarla e organizzare le attività culturali. Marchesi ha garantito 500 mila euro, Regione e Comune circa 6,5 milioni. Da qui in poi, cominciano i guai. La Fondazione decide di occuparsi anche di musica e cerca di realizzare un piccolo auditorium musicale, ma la Soprintendenza ai beni culturali lo vieta Poi il caso politico: nel 2016 la giunta è cambiata, è arrivato il centrosinistra. In maggioranza c’è una lista civica, Varese 2.0, che esprime il vicesindaco Daniele Zanzi, agronomo, a capo di un movimento locale che lotta contro lo stravolgimento dei parchi cittadini. Il suo no a Marchesi in campagna elettorale era stato netto. Oggi è un po’ più sfumato, ma vuole che a Villa Mylius si faccia una Accademia del Paesaggio. Per salvare capra e cavoli il sindaco Davide Galimberti chiede a Marchesi di aggiungere alle specialità della futura villa Mylius anche quella legata alle discipline paesaggistiche. Risultato: la Fondazione sembra disponibile, anche se cucinare, suonare e insegnare a disegnare, non sono esattamente le stesse cose.

Problemi finiti? Non proprio. Per far da mangiare, bisognerebbe realizzare delle cucine dentro la vecchia villa e nella giunta non tutti sono d’accordo: il vicesindaco Zanzi è contrario e non vuole che siano costruite strutture che stravolgano l’antica dimora.

A conti fatti il rischio è che al grande chef, e alla sua fondazione, venga assegnata una villa comunale ma con le idee originarie stravolte. Si è partiti con l’intuizione di realizzare una grande accademia degli chef e si sta finendo invece con il divieto di cuocere anche un solo uovo fritto. Resta da capire che posizione prenderà, nelle prossime settimane, la Regione Lombardia. Il governatore Roberto Maroni era stato uno dei grandi sponsor di Gualtiero Marchesi, l’unico nome di richiamo internazionale che la città è riuscita a coinvolgere negli ultimi anni, oltre alla presenza del museo di arte contemporanea del Fai a Villa Panza (in cui espongono anche artisti americani). L’attuale amministrazione sembra entrata in una pausa di riflessione. E dire che il progetto fu annunciato nel 2011: avrebbe dovuto diventare una sorta di Parma bis, una seconda eccellenza all’ombra della cucina italiana, ma il piatto si sta raffreddando.

Fonte Corriere.it

Bologna e Rimini unite per parco Fico

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Bologna-Rimini andata e ritorno. Con una metafora calcistica si può spiegare l’operazione che ha portato alla firma a Palazzo d’Accursio dell’accordo di collaborazione fra i Comuni di Bologna e Rimini da una parte e la Fondazione Fico e Eataly World dall’altra.
Spazio alle azioni di promozione lungo la via Emilia, destinate a cittadini, turisti (con un occhio di riguardo a quelli provenienti dall’estero), ai giovani in età scolare e al pubblico in generale. Lo scopo è quello di realizzare attività congiunte negli ambiti legati a cibo, cinema, musica, arte e spettacolo, senza dimenticare la storia e le tradizioni locali, lo sport, il benessere, l’ambiente e gli stili di vita.

“Fico (il grande parco tematico dedicato all’agroalimentare che nascerà a Bologna, ndr) è un progetto unico a livello nazionale e internazionale – spiega il sindaco di Bologna Virginio Merola – e avrà una forte attrattività per il turismo, in particolare per i giovani e le famiglie. L’accordo di collaborazione che firmiamo oggi è particolarmente strategico”.
Al primo cittadino bolognese fa eco il sindaco di Rimini Andrea Gnassi: “Non possiamo non avere come riferimento il mondo – spiega lui – l’Italia è appena all’11/o posto su 15 poli fieristici europei, solo con Milano, e puntiamo ad avere un processo di consolidamento per stare sul mercato mondiale”.

“Fico è una nuova destinazione da proporre al mondo – dice Tiziana Primori, amministratore delegato di Fico – unica e piena di sapori. Questo accordo valorizzerà la grande bellezza e la cultura della via Emilia”. “La via Emilia, con la sua food e wellness valley, offre straordinarie occasioni per promuovere l’educazione alimentare e la cultura della sostenibilità”, ha concluso il presidente della Fondazione Fico Andrea Segrè. Intanto procedono le tappe che porteranno all’apertura di Fico, prevista a ottobre: nell’area in cui sorgerà, al Caab di Bologna, oggi sono stati piantati gli ulivi.
(ANSA)

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