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I piatti che non dovresti mai ordinare al ristorante

ordinazione

Lo chef Anthony Bourdain, giudice di Top Chef USA, ha rivelato al Daily Mail i piatti che si dovrebbero evitare di ordinare al ristorante, anche nel migliore.

Ecco il “menù”:

  • Pesce il lunedì: la maggior parte dei ristoranti si rifornisce di pesce  i giovedì, che significa quattro o cinque giorni prima della vostra ordinazione
  • Frutti di mare: a meno che non siate in un ristorante specializzato in pesce o in riva al mare
  • Salsa olandese: un covo di batteri se non tenuta alla giusta temperatura
  • Qualsiasi piatto di pollo: tutti i cuochi sanno che è molto difficile rendere questa carne saporita senza intaccarne l’umidità
  • Carne ben cotta: gli chef vi rifileranno dei tagli, o meglio degli scarti, duri tenuti da parte solo per voi
  • Fuori menù: è un modo per far innervosire lo chef insieme alle sostituzioni. Il risultato sarà un piatto carico d’odio
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Giocchino Rossini, il gastronomo del pentagramma

rossini
Il compositore ottocentesco pesarese rappresenta il perfetto connubio tra musica e cibo.
Celebri sono i suoi maccheroni, rigorosamente napoletani, ripieni di purèe di tartufi e cotti al forno; Rossini era sempre attento alle materie prime: nella sua cucina si utilizzava solo il prosciutto di Siviglia, il tartufo marchigiano o il formaggio di Gorgonzola.
Il Guglielmo Tell, siamo nel 1829, segna il suo silenzio da compositore e l’infuocarsi della sua passione per la gastronomia.
Che fosse un cuoco e buongustaio è dimostrato infatti dai menù scritti di suo pugno e composti di arrosto, salume di magro, caviale, zampone, rifreddo, filetti di pollo e panierini al parmigiano.
I documenti (contenuti nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze,) sono disponibili nel volume “Menù per orchestra” pubblicato da Armando Dadò e distribuito in Italia da Hoepli (Anna Ciocca-Rossi, Marta Lenzi Repetto, Giacomo Newlin) che abbiamo avuto l’onore di recensire lo scorso anno.
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Menù per orchestra: l’incontro tra cibo e musica

Menù per orchestra

“Menù per orchestra” è un volume – pubblicato dall’editore svizzero Armando Dadò e distribuito in Italia da Hoepli – che riesce a svelare pienamente le analogie che intercorrono tra cibo e melodia o, meglio, tra chef e musicista.

La musicologa Anna Ciocca-Rossi, l’esperta di storia della gastronomia Marta Lenzi Repetto e il giornalista Giacomo Newlin hanno elaborato un’opera colma di illustrazioni, curiosità e aneddoti sull’espansione e sul cambiamento della musica a tavola.
La tradizione di accostare la melodia ai banchetti risale agli Egizi, per essere recuperata da Greci e Romani, potenziarsi dal Quattrocento e giungere ai giorni nostri. Si scopre inoltre che cuochi e concertisti lavorano idealmente alla stessa maniera con ingredienti e utensili da una parte e note e strumenti dall’altra al fine di creare la ricetta/composizione perfetta.
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Menù dei silenzi per cena

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Il menù dei silenzi per cena è ispirato dall’ormai famosa canzone di Malika Ayane “Adesso e qui (nostalgico presente)” che tutti abbiamo ribattezzato, per l’appunto… Silenzi per cena. Il testo, molto particolare a nostro giudizio, invita a godersi il momento senza timore del futuro.
E se il futuro ci riservasse una vita fatte di cene mute? Prima di tutto ricordate che anche una pellicola muta può trasmettere emozioni e, secondo, che voi siete i protagonisti del vostro film.
Per cui, eccovi delle ricette per una cena che non ha bisogno di essere sottolineata da parole, con una colonna sonora tutta d’ascoltare e, se doveste rimanere muti come pesci (tra l’altro ingrediente principe del nostro menù) prometteteci che durante la serata vi cercherete le mani.

 

MENU’ DEI SILENZI PER CENA (per 2 persone)

Ravioli di polpo ai pomodorini
Tocchetti di tonno su crema di piselli
Torta al cioccolato e lamponi
Colonna sonora: Naif – Malika Ayane
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Come creare un menù

5w

Come per scrivere un articolo per un quotidiano così per creare un ottimo menù bisogna rispondere alle celebri 5 W: Who: chi? What: cosa? When: quando? Where: dove? Why: perché?
Ecco gli aspetti essenziali che non devono essere mai trascurati per scegliere il menù giusto.

Chi
Valutate il tipo di ospiti da ricevere, se li conoscete converrà tener conto dei gusti di ciascuno [oltreché allergie e divieti religiosi], mentre in caso non li conosceste sarà meglio attenersi a qualcosa di classico e di sicura soddisfazione per tutti.
Tomatosalsa.it

Cosa
Un piatto, e un menù, non possono prescindere da un’armonia dei colori. Almeno tra le pietanze (e date un’occhiata a come si abbinano alle stoviglie).
Csaba dalla Zorza per Vanity Fair

Quando
Tenete presente la data e l’occasione della festa: la data determina la stagione e quindi i prodotti disponibili sul mercato, e l’occasione definisce il tono e, qualora lo si voglia assegnare, il tema della festa.
La grande mela

Dove
Il menù deve esser scelto in base al tipo di stoviglie a disposizione. L’antipasto servito nel piatto piccolo potrebbe esaurire i piattini utili anche per l’inalata, il dolce, la frutta. Non sarebbe elegante lavare le stoviglie durante la serata.
Corso rapido di galateo

Perché
Partite con antipasti e primi leggeri e aromatici per giungere progressivamente a sapori più forti e condimenti impegnativi. Il “piatto forte”, solitamente il secondo, segnerà il culmine da cui ridiscendere verso formaggi delicati e dolci al cucchiaio. Questo perché il nostro palato si adatta progressivamente alle sensazioni, e se viene subito “aggredito” da sapori intensi o piccanti e da condimenti eccessivamente untuosi tende a non apprezzare in seguito sapori più delicati.
Benessere.com

 

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A tavola con la ragazza con l’orecchino di perla

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La ragazza con l’orecchino di perla dell’olandese Johannes Vermeer è uno dei tre quadri più conosciuti al mondo insieme alla Gioconda e all’Urlo. Fino al 25 maggio sarà possibile ammirare l’opera a Bologna presso Palazzo Fava.
Anche noi di Menuetto abbiamo avuto modo di vedere il dipinto e, sarà che nella città emiliana l’immagine della celebre ragazza è affissa ed esposta ovunque, dal “vivo” ci ha lasciato abbastanza indifferenti.

Tuttavia, la grande ruota del marketing che gira attorno all’evento è impressionante e vi segnaliamo in particolare gli aspetti gastronomici. Al Ristorante I Carracci, adiacente alla mostra, il menù è tutto olandese: un misto di aringhe, salmoni, ostriche e formaggi fiamminghi  vi porteranno gustosamente nei Paesi Bassi. Presso il Caffè Majestic invece è possibile trascorrere il dopocena ordinando il “Blue Cocktail limited edition”, il cui nome è ispirato dal colore blu oltremare, pigmento costosissimo perché ottenuto dai lapislazzuli e molto apprezzato dal celebre artista.
Il Museo della Storia di Bologna (Palazzo Pepoli), ispirandosi questa volta alla Lattaia di Vermeer, propone tutti i pomeriggi la merenda in puro olanda-style con la collaborazione di Colazione da Bianca al costo di 10 euro a persona. La domenica invece, nella stessa location è possibile assaporare il brunch musicale con le specialità dei paesi del mondo che ospitano le opere di Vermeer artista mentre il giovedì (dalle 19.30 alle 22.00) si omaggia un’altra “ragazza” del pittore, quella “con il bicchiere di vino” con un aperitivo a 12 euro.

Per prenotare la visita alla mostra il sito è il seguente https://biglietto.lineadombra.it/

 

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Menù del caldo freddo

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Ma che freddo fa? La neve, il vento, la pioggia e tutti a casa con i termosifoni che tentano di riprodurre il clima caraibico. Ma che caldo fa? Forse converrebbe abbassare la temperatura, rimboccarsi le maniche e cucinare. Siamo sicuri che riuscirete a trovare la temperatura perfetta con il nostro menù del caldo freddo


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