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I piatti che non dovresti mai ordinare al ristorante

ordinazione

Lo chef Anthony Bourdain, giudice di Top Chef USA, ha rivelato al Daily Mail i piatti che si dovrebbero evitare di ordinare al ristorante, anche nel migliore.

Ecco il “menù”:

  • Pesce il lunedì: la maggior parte dei ristoranti si rifornisce di pesce  i giovedì, che significa quattro o cinque giorni prima della vostra ordinazione
  • Frutti di mare: a meno che non siate in un ristorante specializzato in pesce o in riva al mare
  • Salsa olandese: un covo di batteri se non tenuta alla giusta temperatura
  • Qualsiasi piatto di pollo: tutti i cuochi sanno che è molto difficile rendere questa carne saporita senza intaccarne l’umidità
  • Carne ben cotta: gli chef vi rifileranno dei tagli, o meglio degli scarti, duri tenuti da parte solo per voi
  • Fuori menù: è un modo per far innervosire lo chef insieme alle sostituzioni. Il risultato sarà un piatto carico d’odio
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Menù dei silenzi per cena

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Il menù dei silenzi per cena è ispirato dall’ormai famosa canzone di Malika Ayane “Adesso e qui (nostalgico presente)” che tutti abbiamo ribattezzato, per l’appunto… Silenzi per cena. Il testo, molto particolare a nostro giudizio, invita a godersi il momento senza timore del futuro.
E se il futuro ci riservasse una vita fatte di cene mute? Prima di tutto ricordate che anche una pellicola muta può trasmettere emozioni e, secondo, che voi siete i protagonisti del vostro film.
Per cui, eccovi delle ricette per una cena che non ha bisogno di essere sottolineata da parole, con una colonna sonora tutta d’ascoltare e, se doveste rimanere muti come pesci (tra l’altro ingrediente principe del nostro menù) prometteteci che durante la serata vi cercherete le mani.

 

MENU’ DEI SILENZI PER CENA (per 2 persone)

Ravioli di polpo ai pomodorini
Tocchetti di tonno su crema di piselli
Torta al cioccolato e lamponi
Colonna sonora: Naif – Malika Ayane
Clicca per leggere le ricette

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Menù del pirata

Menù del pirata

Il pirata è quella figura che solitamente associamo all’uomo libero dalle costrizioni, avventuriero e ribelle. In parte è vero ma, stando al Capitano inglese Charles Johnson (autore misterioso del libro Storia generale dei pirati del 1724), sulla nave esistevano delle regole ferree per poter vivere e godere della propria porzione di provviste e liquore.

Tutti i pirati dovevano darsi da fare per mandare avanti la vita di bordo, cucina inclusa. Il cibo era costituito da legumi, patate, pesce fresco, spezie ed erbette essiccate. E se non ne avevano a disposizione? Che domande… razziavano il carico di qualche galeone.
Clicca per leggere il menù

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